Dr. Valentina Salamone – Specialista in Dermatologia e Venereologia
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Acne

Microneedling – Dermapen

Il Microneedling (MN), noto anche come “terapia di induzione del collagene”, è un processo che prevede la formazione di un danno controllato sulla pelle attraverso degli strumenti in grado di effettuare delle micropunture ripetute attraverso la pelle, con minimo danno epidermico.

Questo “microdanno” scatena a livello dermico il rilascio di differenti fattori di crescita con conseguente produzione di collagene ed elastina che si protrae fino a sei mesi dopo il trattamento.

Needling e microneedling. Qual’é la differenza?

La differenza risiede nella profondità di applicazione degli aghi.

Nel caso del “microneedling”, la profondità non supera i 0.5 mm, viene utilizzato principalmente nei soggetti la cui pelle è ancora giovane ed elastica ed è possibile stimolare la produzione di collagene reticolare di tipo I, per cui si viene ad attuare una vera e propria rigenerazione dermica, oppure nel trattamento del melasma del volto.

Nel “needling”, la profondità degli aghi va oltre gli 0,75 mm fino a 3 mm, e viene utilizzato nelle pelli più mature e lasse, oppure in caso di cicatrici acneiche e non. Lo stimolo in questo caso sarà orientato verso la produzione di collagene di tipo III fibrotico, per un miglioramento estetico delle zone trattate.

Effetti del trattamento

  • Stimola la produzione di collagene migliorando l’aspetto delle rughe
  • Migliora le cicatrici post traumatiche, post acneiche e smagliature
  • Riduzione del melasma
  • Miglioramento dell’alopecia areata e dell’alopecia androgenetica

Differenza con i dermaroller ad uso domiciliare

Il microneedling medico viene eseguito con delle apparecchiature dotate microaghi sterili della lunghezza variabile da 0.2 – 3 mm a seconda della zona da trattare.

I dermaroller ad uso domiciliare, agiscono ad una profondità ridotta e il loro scopo è quello di facilitare la penetrazione di creme, lozioni e prodotti antiaging. Non possono essere sterilizzati, mentre le testine dei devices a stampo sono sterilizzate e monouso.

Differenza tra il microneedling a stampo (Dermapen) e quelli con rullo (Dermaroller)

Gli aghi dei devices a stampo penetrano verticalmente sulla pelle, mentre nei devices a rullo entrano secondo un’angolazione che causa maggiore traumatismo sulla pelle provocando così maggiori effetti collaterali e quindi tempi di recupero più lunghi.

Procedura

Attraverso una testina dotata di 16 microaghi, vengono effettuati dei passaggi multipli nella zona da trattare. La profondità di penetrazione, come il numero di sedute, vengono stabilite nel corso della visita dermatologica che precede la seduta. Solitamente sono necessarie 5 – 6 sedute a distanza di 4 – 6 settimane.

Il trattamento è minimamente doloroso, in taluni casi verrà consigliata l’applicazione di una crema anestetica da applicare 40 minuti prima della seduta al fine di ridurre al minimo eventuali pizzicori. Dopo la seduta, ci sarà un eritema diffuso della pelle, con microsanguinamenti del tutto normali.

Questo trattamento non richiede alcuna convalescenza: è possibile infatti riprendere le normali attività sin da subito, a patto di evitare l’esposizione diretta alla luce solare, seguendo le indicazioni fornite dallo specialista.

Post trattamento

  • 4 – 24 ore: leggero eritema e gonfiore
  • 1° – 2° giorno: sensazione di secchezza e tensione alla cute
  • 1° – 3° giorn0: nel caso di un needling profondo, attenuazione dell’eritema e gonfiore
  • 3°- 4° giorno: possibilità di desquamazione, sensazione di secchezza della cute

Indicazioni

  • rughe fini
  • cicatrici post acneiche
  • migliorare texture pelle
  • alopecia androgenetica
  • melasma

Controindicazioni

  • Herpes in fase attiva
  • Verruche nell’area da trattare
  • Gravidanza
  • Dermatiti e dermatosi in fase attiva (rosacea, acne, psoriasi, eczemi etc..)
  • Disturbi della cicatrizzazione e tendenza a formare cheloidi
  • Immunosoppressione
  • Disturbi della coagulazione
  • Pelle abbronzata

 Numero di sedute

4 – 6 sedute da effettuarsi ogni 5 – 6 settimane

Peeling Chimici

ACIDO SALICILICO

  • ß-idrossiacido
  • Solubile in alcool, poco in acqua
  • Azione cheratolitica
  • Azione di stimolo sullo strato germinativo
  • Azione di stimolo sui fibroblasti
  • Azione antinfiammatoria
  • Azione antimicrobica

 

L’acido salicilico è un beta-idrossiacido poco solubile in acqua che, in soluzioni alcoliche tra il 20% e il 30%, viene efficacemente utilizzato nei peeling superficiali e di moderata profondità

Questo acido agisce come cheratolitico, determinando un rapido assottigliamento dello strato corneo associato a una reazione proliferativa dello strato germinativo con il risultato finale di un profondo rinnovamento dell’intero strato epidermico.

peeling

PEELING A BASE DI ACIDO SALICILICO

Modalità di applicazione

Prima di applicare il peeling si esegue una detersione della zona da trattare con sostanze ad azione sgrassante, quindi si procede all’applicazione del preparato con un pennello o con un coton fioc su tutta la superficie del viso, ad accezione delle zone più delicate.

Subito dopo l’applicazione compare una sensazione di bruciore della durata di circa 3-4 minuti, tempo necessario per la completa evaporazione della componente alcolica con conseguente inattivazione del peeling.

Dopo l’evaporazione tutta l’area di applicazione si presenta e ricoperta di polvere bianca formata dal deposito di acido salicilico che verrà opportunamente rimossa con acqua fredda o soluzione fisiologica.

Numero di sedute necessarie

Talvolta si riesce a raggiungere il risultato desiderato con una sola seduta, che può comprendere da una a tre applicazioni di acido salicilico.

In altri casi può essere opportuno ripetere il trattamento per 2-5 cicli. Inoltre, la distanza tra i due cicli non deve mai essere inferiore a tre settimane.

Indicazioni

Essendo un buon agente cheratolitico, determinando un forte aumento del turnover cellulare degli strati sottostanti, trova come indicazioni principali:

– acne in fase comedonica e papulo pustolosa: l’acido salicilico è efficace nel liberare il comedone dal contenuto sebaceo e per eliminare il tappo cheratinico. Questo avviene perché il principio attivo è in grado di penetrare profondamente nelle sedi follicolari infette ed arrossate. Le aree di intensa infiammazione mostrano notevole riduzione dell’eritema e le pustole tendono a seccarsi entro uno o due giorni dopo il peeling.

– rosacea papulo-pustolosa

– photoaging di grado lieve: l’azione desquamante e l’aumento del turnover cellulare epidermico portano a maggiore lucentezza e levigatezza cutanea e attenuazione delle piccole rugosità. Durante l’invecchiamento della pelle le cellule tendono a rimanere ben aderenti l’una all’altra: grazie alla rimozione di questo strato corneificato compatto viene facilitata la rigenerazione degli strati cellulari sottostanti.

Precauzioni per l’uso

  • accertata o presunta sensibilizzazione all’ acido salicilico e, nel timore di reazioni crociate, all’acido acetilsalicilico.
  • infezioni virali in fase attiva
  • dermatite atopica
  • uso di isotretinoina: prima di effettuare il peeling sarà necessaria una sospensione di almeno due mesi.

 

Cosa avviene del post peeling

In genere quando si esegue un peeling superficiale nei giorni successivi (di solito a partire dal secondo giorno) si osserva una lieve esfoliazione che dura 5-8 giorni con conseguente rigenerazione cutanea. In questo periodo si raccomanda l’utilizzo di creme ad alto potere idratate e fotoprotezione spf 50+..

 

Consigli pratici

L’acido salicilico, poiché assottiglia lo strato corneo, rende la pelle più sensibile alle radiazioni solari. Si consiglia perciò di evitare l’esposizione al sole e a lampade abbronzanti e di proteggere comunque la pelle con creme che siano dotate di un filtro solare (spf 50+).

 

Effetti collaterali

  • Formazione di piccole croste superficiali
  • Edema ed eritema più o meno marcato
  • Riattivazione dell’infezione da herpes simplex

Acne

Dermatosi cronica a lenta remissione spontanea che interessa il follicolo pilosebaceo, la cui lesione elementare è il comedone.

Colpisce l’adolescenza ed è lievemente più frequente nei maschi. Il decorso è caratterizzato da periodi di esacerbazione e remissione clinica.

Le sedi elettive sono il viso, il dorso, le spalle e la regione pettorale.

Il comedone è una dilatazione dell’infundibolo del pelo contenente cheratina, lipidi, batteri (specialmente Propionibacterium acnes) e peli.

Si distinguono comedoni aperti con orifizio dilatato di colore scuro (punto nero) e comedoni chiusi con orifizio molto piccolo.

Classicamente, si usa dividere la patologia in forma comedonica, papulo-pustolosa e nodulo-cistica (o conglobata), che corrispondono rispettivamente a un grado lieve, moderato e grave; in realtà c’è un notevole polimorfismo clinico ed evolutivo con coesistenza di comedoni, papule, pustole, noduli, ascessi e cicatrici.

EZIOPATOGENESI

La cheratinizzazione della parte inferiore dell’infundibolo indotta dagli ormoni androgeni causa l’ostruzione dell’infundibolo e quindi il comedone. All’interno del comedone, la quota lipidica, costituita prevalentemente da triglicerici, viene idrolizzata da P. Acnes con conseguente liberazione di acidi grassi. Questi filtrano nel derma richiamando neutrofili che danno luogo alla pustola. L’immunità è fondamentale nel decidere la gravità dell’infiammazione. Nella donna, l’aumento esogeno o endogeno (ovaio policistico) degli androgeni circolanti, è fattore aggravante.

TERAPIA

La terapia medica può essere locale o sistemica a seconda dello stadio clinico-evolutivo.

Fonte: Manuale di Dermatologia Medica e Chirurgica. Cap.21.